Preghiera e Meditazione

 

Liberandoci dall'idea che pregare serva a Dio, o che Lui ne abbia giovamento e bisogno, perché senza si sentirebbe povero, partiamo dal presupposto che:

PREGARE SERVE INNANZITUTTO A NOI STESSI.

 

   Significa rientrare in comunione con colui che ci vuole nuovamente accanto.

E' un favore che facciamo a noi medesimi, ed è uno dei mezzi che, se operato con sincera devozione verso il Signore, ci permette di sopportare i travagli che il dover soggiornare nella prigione carnale comporta.

   Superati i connotati che ha "l'uomo-fanciullo" di essa, la preghiera diventa contemplazione ed estasi dello Spirito presente in noi. E quando la comunione diventa totale, il sentire la presenza si trasmuta in identificazione con Lui.

  La preghiera per l'uomo di Dio diventa importante quanto ed ancor di più del mangiare. Dal momento che l'uomo spirituale ha intrapreso il suo cammino di redenzione, inizierà anche contemporaneamente la sua battaglia contro le potenze demiurgiche del mondo. Perciò lui più che mai avrà bisogno della preghiera come scudo e arma per difendersi dagli inganni e dalle dure prove che lo attenderanno.

   La preghiera più eccelsa viene intesa in solitudine, ma ogni tanto è anche importante condividere questo momento con altre persone. E' per questo che proponiamo, ogni domenica, un incontro di preghiera e di meditazione in comune. Potete prenotare la vostra presenza scrivendoci.